Il problema della chiesa di Tiatiri era di flirtare con ministri diabolici e seduttori. Immagina la reazione del pastore nel leggere queste parole: “E all'angelo della chiesa in Tiatira scrivi: queste cose dice il Figlio di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco” (Apocalisse 2:18).
La chiesa di Efeso descritta in Apocalisse 2 aveva perso la presenza di Cristo in mezzo a loro. Vi scorgo un parallelo col mondo di oggi. Alcune delle persone più indurite che ho conosciuto sono quelle che lavorano nella previdenza sociale e nelle organizzazioni sociali. Sono persone sincere, operai devoti, ma la sofferenza di cui testimoniano quotidianamente è diventata davvero troppo dolorosa da affrontare. Lo stesso può accadere per i cristiani. Ministri e servitori laici vedono talmente tanto dolore e peccato nelle persone alle quali ministrano da indurirsi.
Forse in questo momento stai soffrendo per una prova straziante. Tuttavia, sai che il motivo di essa non è una disciplina di Dio per qualche peccato nella tua vita, così ti chiedi perché il Signore stia permettendo che attraversi un dolore tanto terribile.
Giovanni 6 per me contiene uno dei passi più duri della Scrittura, perché parla di seguaci che finiscono per rifiutare Cristo e allontanarsene. È una scena in cui le persone lasciarono letteralmente Gesù in massa (cfr. Giovanni 6:66).
Gesù aveva appena sfamato miracolosamente una folla di migliaia di persone. La gente era stupita ed emozionata da quanto aveva fatto, era pronta a seguire questo Messia operatore di prodigi. Quando Lui però li sfidò sul vero motivo per il quale Lo seguivano, Lo derisero e se ne andarono in massa.
La Bibbia dipinge chiaramente un'immagine, infinitamente tenera e personale, ricordandoci che Dio “ascolta il nostro pianto” sempre (Salmo 6:8). Alcune traduzioni dal testo Ebraico dicono: “Egli conta o riceverà o conosce ogni nostra singola lacrima”.
“Questo è il pane che è disceso dal cielo; non è come la manna che mangiarono i vostri padri e morirono; chi si ciba di questo pane vivrà in eterno. Queste cose disse nella sinagoga…Udito questo, molti dei suoi discepoli dissero, ‘Questo parlare è duro, chi lo può capire?’. Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravano di questo, disse loro, Questo vi scandalizza?” (Giovanni 6:58-61).
Il ravvedimento era al centro di ogni primo sermone dopo la resurrezione di Cristo. Pietro disse alle folle radunate a Pentecoste, “Gesù il Nazareno…vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste” (Atti 2:22-23).
Gesù dichiara, “La mia chiesa è un luogo di ravvedimento aperto, senza vergogna”. Infatti, l’apostolo Paolo afferma: “La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore. Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: ‘Chiunque crede in lui non sarà svergognato’” (Romani 10:8-11).
Il Signore disse a Pietro, “Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16:24).
Chiaramente, appartenere alla Chiesa di Gesù significa più che solo credere in Lui. Molti cristiani oggi si limitano a “votare per Gesù”. Il loro atteggiamento è, “Io ho votato per Cristo. Ciò mi rende membro del Suo partito”. Ma una volta votato, si allontanano e si dimenticano della Sua signoria sulle loro vite.
“Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore…Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore” (Giovanni 10:12, 14-15).