Gesù venne come profeta e operatore di miracoli in casa Sua, Israele. Tuttavia, “Egli non fece lì molte opere potenti, a causa della loro incredulità” (Matteo 13:58). Che affermazione incredibile. L’incredulità impedì persino alla potenza di Cristo di operare.
La parola di Dio non fu abbastanza per gli israeliti. Il Signore aveva dato loro promesse incredibili, eppure in mezzo alle loro crisi, Israele non confidò mai in Lui. Nonostante ogni promessa, resero vane le Sue parole. Come? Non unendole mai alla fede. “La parola della predicazione non giovò loro nulla, non essendo stata congiunta alla fede in coloro che l'avevano udita” (Ebrei 4:2).
“Chi entra per la porta è il pastore delle pecore…le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori” (Giovanni 10:2-3).
Molte persone pensano che la mia passione per Gesù venga da anni di studio, preghiera e ministero, ma si sbagliano. Questa passione viene dall'aver visto Dio venire in mio soccorso durante un periodo in cui la vita mi aveva lasciato completamente esposto e da solo. Viene dal sentire la presenza di Dio durante i più grandi momenti di confusione e disperazione. Viene dal vedere la mano di Dio precedermi così tante volte davanti al pericolo inimmaginabile.
Kadesh-Barnea è il luogo della tua impossibilità sfacciata. Il nome stesso deriva dalla radice ebraica che indica, “vagabondo, fuggitivo, vagante”. In breve, se lì fai la scelta sbagliata, finirai a vagare nel deserto per il resto della tua vita.
Mosè descrisse il tragico errore commesso da Israele a Kadesh-Barnea (cfr. Numeri 13-14). Avvenne poco dopo il passaggio del Mar Rosso. Dio aveva comandato a Israele di entrare con audacia in Canaan, donando loro questa potente parola rassicurante:
Nel messaggio di Mosè a Israele, nel Deuteronomio, Mosè ci ha mostrato il pericolo dell’incredulità e ci ha avvertito che, a meno che non prestiamo attenzione, soffriremo le stesse, terribili conseguenze di coloro che sono caduti prima di noi: “Affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (Ebrei 4:11). Sta in pratica dicendo, “Non importa quali impossibilità stiate affrontando o quanto disperata appaia la vostra situazione.
L’intero libro del Deuteronomio è costituito da un singolo discorso di Mosè, pronunciato poco prima della sua morte. Questo discorso fu un ripasso dei quarant’anni che Israele aveva trascorso vagando nel deserto e Mosè lo pronunciò alle nuove generazioni d’israeliti.
Nel corso del Suo ministero, venivano poste a Gesù due tipi di domande dalle persone che incontrava, domande che rivelavano tutto dei cuori di quanti le ponevano. Il primo tipo di domanda era accusatoria. Volta dopo volta, i capi religiosi chiedevano a Gesù, “Perché mangi e bevi coi peccatori? Come puoi essere mandato da Dio se hai una reputazione del genere?”
La preghiera non può essere insegnata da princìpi e seminari. Deve nascere da una condizione di completo senso di bisogno. Se dico: “devo pregare”, presto la motivazione svanirà e rinuncerò; la carne è troppo forte. Devo essere guidato a pregare.
Troppi cristiani vivono in uno stato di rifiuto. “Bene, spero che un giorno il mio bambino starà meglio”. Alcuni genitori hanno davvero mollato: “Credo che non si possa fare niente. Bobby non guarirà, ma abbiamo tentato; lo abbiamo consacrato al Signore quando era un bambino. Forse un giorno”.