Un dolore sacro

David Wilkerson (1931-2011)

La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte(2 Corinzi 7:10).

Mentre leggevo questo brano, mi sono ritrovato a esaminare il mio ministero e a chiedermi: “Ho forse abbreviato il Vangelo predicato da Gesù, il Vangelo del pentimento? Ho sostanzialmente preso le forbici dalla mia Bibbia e ho eliminato il costo più alto del seguire Cristo? Ho abbassato i suoi standard dicendo alla gente di credere e di essere salvata come se non costasse loro nulla?”

Abbiamo forse stroncato la genuina convinzione dei peccati? Ci siamo precipitati a offrire la salvezza a coloro che non si sono realmente pentiti, che non si sono addolorati per i loro peccati? Stiamo dando rassicurazioni a coloro che hanno cercato la fede solo per poter nascondere dietro di essa le loro passioni ?

Credo che la Chiesa abbia persino eliminato il sentimento dalla convinzione. Pensateci. Quante volte avete visto lacrime sulle guance di coloro che vengono salvati? Certo, so che le lacrime non salvano nessuno, ma Dio ci ha creati tutti umani con sentimenti molto reali. Qualsiasi peccatore destinato all’inferno che sia stato mosso dallo Spirito Santo prova naturalmente un profondo dolore per il modo in cui ha addolorato il Signore.

L’apostolo Pietro provò questo tipo di dolore divino quando negò di conoscere Gesù. Improvvisamente, fu inondato dal ricordo di ciò che Gesù gli aveva detto: “E il gallo cantò per la seconda volta; allora Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte». E, pensando a ciò, scoppiò a piangere(Marco 14:72).

Sentiamo costantemente esagerazioni sul numero di persone che si avvicinano a Gesù attraverso vari ministeri. I cristiani raccontano che decine di persone sono state salvate predicando in prigioni, scuole e altri luoghi. Dicono: “Tutti lì hanno dato il loro cuore a Gesù. Quando ho finito di predicare, si sono fatti avanti tutti per la salvezza”.

Ho il sospetto che, troppo spesso, ciò che accade in realtà è che tutti ripetono semplicemente una preghiera. Pregano semplicemente ciò che viene detto loro di pregare, e molti non capiscono cosa stanno dicendo. Quindi la maggior parte torna alle proprie abitudini pagane. Queste persone non hanno sperimentato un’opera profonda dello Spirito Santo. Di conseguenza, non si pentono mai, non si addolorano mai per i loro peccati e non credono mai veramente.

Mentre ci impegniamo a condividere il Vangelo, non dobbiamo offrire ai perduti qualcosa che Gesù stesso non ha mai offerto: la salvezza senza pentimento!