Ritornare in Egitto

David Wilkerson

Isaia parlò di Cristo che guarì la lingua balbettante (vedi Isaia 33:19). Il termine ebraico per “balbettare” in questo brano significa “un’espressione difettosa”. Questa è la voce dell’incertezza e dell’esitazione, una voce che pronuncia una parola senza potenza o alcun suono di verità.

Ascoltate le solenni parole del profeta su questo argomento: “Poiché l'uomo spregevole proferisce cose spregevoli e il suo cuore si dà all'iniquità, per commettere empietà…” ( Isaia 32:6). Le parole ebraiche per spregevole o scellerato qui derivano dalla parola nabal , che significa “stupido” o anche qualcosa di malvagio.

Isaia ci stava dicendo: “Solo un uomo malvagio e stolto tenta di annunciare la parola di Dio mentre si abbandona al peccato. Le sue parole risultano come pura follia”. Un uomo del genere si impegna “...dire cose irriverenti contro l'Eterno, per lasciare vuoto lo stomaco dell'affamato e far mancare la bevanda all'assetato” (Isaia 32:6). Il suo errore finisce per trarre in inganno gli altri.

Sono convinto che un peccato in particolare, più di ogni altro, causi una distorsione così palese della verità. È il peccato dell’incredulità, che oggi dilaga in molti ministeri.

Dio chiama il peccato dell’incredulità un ritorno in Egitto. “Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di aiuto... Ma non guardano al Santo d’Israele e non cercano l’Eterno!” (Isaia 31:1). “Guai ai figli ribelli... che fanno progetti, che non vengono da me... che vanno giù in Egitto” (Isaia 30:1-2).

Isaia rimase sbalordito quando vide molti dei capi d’Israele montare a cavallo e galoppare verso l’Egitto per cercare consiglio sulla politica e la sicurezza nazionale. Erano gli stessi uomini che avevano detto al profeta di non avere tempo per cercare il Signore o consultarsi con lui. Dio non prese alla leggera le loro azioni. Le definì tutte ribellione e pronunciò delle sventure su di loro.

Oggi, nulla è cambiato. Moltitudini di cristiani attraversano il paese partecipando a seminari e convegni con la mentalità di “andare in Egitto”. Fanno networking, elaborano strategie, prendono in prestito metodi mondani, ricevono consigli ispirati dalla carne. In breve, sono alla ricerca di qualsiasi novità che possa entusiasmarli.

Tuttavia, il servitore che prega e confida pienamente in Dio sa di non avere tempo per concetti mondani. L’unico posto in cui si rifugia è il suo stanzino segreto, dove riceve consiglio in ginocchio!