La fonte dell’adorazione

David Wilkerson (1931-2011)

Mosè poteva adorare anche se non nutriva piena speranza per Israele. Sapeva che il popolo era intenzionato a ricadere, che nascondeva gli idoli d’oro che aveva portato dall’Egitto. Anche se Mosè aveva convinto Dio a risparmiarli dopo la loro idolatria del vitello d’oro, deve aver pensato: “Per quanto tempo ancora Dio sopporterà la loro cupidigia segreta e le loro mormorazioni? Quando finirà la sua pazienza?”

Potrebbe sembrare che la supplica di Mosè in favore di Israele fosse più compassionevole del sentimento di Dio per il popolo. La verità è, però, che Dio non aveva alcuna intenzione di distruggere questo popolo. Aveva già in mente tutte le sue promesse per loro.

No, questa era una “prova di misericordia” per Mosè. Il Signore stava chiedendo al suo servo: “Come mi rappresenterai al popolo? Sarà come un Dio vendicativo, pieno solo di giudizio? No. Io sono misericordioso, paziente, sempre pronto a perdonare il mio popolo”.

Ecco la rivelazione, che rasserenò il cuore di Mosè. Infatti, mentre stava ancora adorando, iniziò a rivendicare e ad appropriarsi della gloria che Dio gli aveva rivelato. Deve aver gridato: “La misericordia di Dio ci aiuterà. Egli è longanime e ci perdonerà. Che gloria è questa. Che conforto, che speranza!”

Immediatamente Mosè cominciò a pregare: “Deh, Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo dal collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tua eredità(Esodo 34:9).

Questo brano dimostra inequivocabilmente che la rivelazione della gloria di Dio è parte integrante dell’adorazione. La rivelazione della gloria di Dio dovrebbe essere la fonte di tutta la nostra adorazione. Dovremmo rivendicare regolarmente la sua gloria, testimoniando: “Signore, so che sei santo e giusto, e non accenni a chiudere un occhio sul peccato. Ma ho anche visto la tua gloria, e so che non sei lì per distruggermi. Non mi condanni nelle mie lotte. Al contrario, mi mostri quanto sei amorevole e longanime nei miei confronti. So di meritare il rifiuto. Ma tu mi riveli che sei misericordioso, clemente, tenero di cuore!”