Il suo ministero di misericordia

David Wilkerson (1931-2011)

Lo Spirito Santo cerca di farci comprendere che Dio sarà misericordioso con noi durante le nostre prove. “Perciò, avendo questo ministero per la misericordia che ci è stata fatta, non ci perdiamo d'animo(2 Corinzi 4:1). 

Qual è il ministero misericordioso che abbiamo ricevuto dallo Spirito Santo? Egli ci apre gli occhi alla tenera misericordia di Cristo verso di noi. Ci infonde la consapevolezza interiore che il Signore è dalla nostra parte, che è per noi. Ci rivela il profondo impegno di Dio nel preservarci dalla caduta e la sua compassione per tutto ciò che stiamo attraversando.

In questo momento, potresti sentirti maltrattato e non amato. Il diavolo vorrebbe farti credere che Dio ti abbia abbandonato a te stesso, che meriti di soffrire, che per te sia tutto finito, che non ci sia speranza. Amato, queste sono menzogne che vengono dall’inferno. Dio desidera più di ogni altra cosa liberarti dalla tua concezione distorta di Lui. Ti ama teneramente e ha già stabilito il tempo per elargirti tutta la sua misericordia. 

Davide pianse disperatamente, sopraffatto dalla sua situazione: “Il mio cuore affranto si secca come l’erba; ho perfino dimenticato di mangiare il mio pane... Veglio e sono come il passero solitario sul tetto. I miei nemici mi oltraggiano ogni giorno... mescolo con lacrime la mia bevanda... I miei giorni sono come l’ombra che si allunga...” (Salmo 102:4, 7-9, 11). Gemette: “Sono in una condizione terribile, fisicamente, mentalmente e spiritualmente”. 

Eppure, quello era proprio il momento che Dio aveva stabilito per liberare Davide, e il Signore intervenne rapidamente con misericordia, aiuto e conforto. Davide testimoniò: “Tu sorgerai e avrai compassione di Sion, poiché è tempo di averne pietà; il tempo fissato è giunto(Salmo 102:13).

Il momento stabilito da Dio per liberare Davide fu nel suo momento più buio, quando pensava: “Sono ridotto a niente”. Allo stesso modo, oggi, Dio ha stabilito un tempo per liberarci e mandarci il suo favore, e di solito arriva nel nostro momento di prova più difficile. È il momento in cui non lottiamo più per fare le cose da soli. Invece, ammettiamo: “Signore, non ce la faccio; è un disastro. Affido tutto a te”.