Il seme di Abramo

David Wilkerson (1931-2011)

Abbiamo a disposizione la vittoria su tutte le cose che turbano la nostra mente. Questa vittoria è racchiusa in un patto che Dio ha stretto anni fa con Abramo e i suoi discendenti.

“perché fossimo salvati dai nostri nemici e dalle mani di tutti coloro che ci odiano, per usare misericordia verso i nostri padri e ricordarsi del suo santo patto, il giuramento fatto ad Abrahamo, nostro padre, per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, in santità e giustizia davanti a lui, tutti i giorni della nostra vita” (Luca 1:71-75).

Il giuramento di Dio ad Abramo e ai suoi figli è chiarissimo: Egli ci libererà da tutti i nostri nemici, affinché possiamo vivere senza paura ogni giorno della nostra vita! 

Carissimi, questo patto si applica a ognuno di noi che viviamo oggi. Secondo Paolo, tutti coloro che hanno ricevuto Cristo come Signore per fede sono “seme di Abramo”. “Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come progenie” (Romani 9:8). “sappiate pure che coloro che sono dalla fede sono figli di Abrahamo” (Galati 3:7).

Come possiamo rivendicare questa promessa dell’alleanza? Abramo pose una domanda simile al Signore quando non vide alcuna via d’uscita dal suo dilemma. Chiese: “Che cosa mi darai, Signore, visto che non ho figli?”. Ecco la risposta di Dio: “Io sono il tuo scudo e la tua ricompensa sarà grandissima” (vedi Genesi 15:1).

Il Signore gli disse: “Abramo, io ti darò me stesso, e questo è tutto. Sarò il tuo difensore e la tua grande ricompensa, perché io sono colui che sono. Non dovrai mai temere un altro nemico finché vivrai, perché io sarò il tuo Dio!”

Il Signore ci fa una promessa gloriosa, proprio come questa nella sua nuova alleanza, quando dice: “porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo” (Ebrei 8:10). Infatti, fin dall’inizio della creazione, attraverso tutta la Scrittura, sentiamo Dio rivolgere questa supplica all’umanità: “Voglio essere Dio per te!”