Il grido di un cuore pentito

David Wilkerson

“Or il figlio maggiore si trovava nei campi, e mentre tornava, come fu vicino a casa, udì la musica e le danze. Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa succedesse. Quello gli disse: "È tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché lo ha riavuto sano e salvo". Egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare” (Luca 15:25-28).

Il fratello maggiore del figliol prodigo si arrabbiava sempre di più. Dopotutto, aveva servito suo padre con diligenza per anni, senza mai trasgredire apertamente alcun comandamento. Era retto secondo la legge e si era mantenuto scrupolosamente puro.

Sbirciando attraverso quella finestra, questo figlio maggiore vide la più grande visione di grazia mai concessa all’umanità, mentre suo padre abbracciava un figlio pentito e perduto. Il padre non fece domande né predicò; al contrario, rivestì il figlio con una veste nuova e lo restituì alla sua precedente posizione di pieno favore e benedizione. Lo fece entrare nella festa.

La visione che questo figlio maggiore ebbe fu che una persona può pentirsi, non importa quanto in basso sia caduta, se semplicemente rinuncia a gestire la propria vita e torna al Padre. Il figlio maggiore accettò questo? No, protestò contro tutto e si rifiutò di partecipare alla festa. Non voleva partecipare a quella che considerava una grazia facile!

La mentalità legalistica protesta contro una generosa effusione di grazia su uno sviato che si pente. Molti cristiani, seduti accanto a un tossicodipendente o a un alcolizzato in chiesa, pensano: “Grazie a Dio di non aver mai peccato in quel modo. Potrebbe ricadere domani”. La Scrittura afferma che questo tipo di orgoglio è più mortale di qualsiasi dipendenza. “ Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12).

La verità è che quando il figliol prodigo vide il fratello maggiore che lo guardava accigliato dalla finestra, probabilmente pensò: “Oh, fratello mio, se solo sapessi quanto ti ammiro! Non sei mai andato a peccare come me. Tu hai una testimonianza migliore. Per tutta la vita dovrò convivere con il ricordo di aver gettato disonore sul buon nome della nostra famiglia. So di non meritare nulla di tutto questo. Anzi, dovresti essere qui al mio posto. Quanto vorrei poter avere comunione con te”. Questo è il grido di un cuore veramente pentito e umiliato!