Consegnato alla morte

David Wilkerson (1931-2011)

L’apostolo Paolo scrisse: “Noi che viviamo, infatti siamo del continuo esposti alla morte per Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale” (2 Corinzi 4:11). 

Quando Paolo disse: “Noi che viviamo”, stava riecheggiando le parole di Gesù in Apocalisse 1:18: “Io sono colui che vive...”. Paolo si riferiva ai cristiani, a coloro che confidano in Cristo e hanno la sua vita che dimora in loro. Tuttavia, in realtà Paolo ci stava dicendo che anche noi siamo stati consegnati alla morte.

Esatto. Proprio come il Padre ha consegnato il Figlio alla morte, allo stesso modo consegna tutti coloro che sono in Cristo. Dio conduce ciascuno di noi per mano fino alle porte della morte e dice: “Ecco, morte, prendi anche questo. Fa’ di lui ciò che vuoi!”. A quel punto, la mano di Dio non è più protettiva. Piuttosto, ci conduce nelle fauci della morte. 

Vi chiedete perché Dio farebbe questo. Lo fa per la stessa ragione per cui ha consegnato suo figlio alla morte. Sa che la morte, il dolore e la sofferenza non possono più inghiottirci o distruggerci perché abbiamo dentro di noi la vita di Cristo stesso!

Dio sa che non corriamo alcun rischio, proprio come non ce n’era per Gesù. Ha un piano di vittoria per noi, proprio come lo aveva per suo figlio; ma questa vittoria può essere raggiunta in noi solo attraverso la morte.

Paolo avvertì: “Se avete in voi la vita della risurrezione di Cristo, Dio vi getterà nella morte ogni giorno della vostra vita!”. L’apostolo aggiunse: “Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello»” (Romani 8:36). Il significato greco qui è: “Ogni giorno siamo consegnati alla morte”. In breve, Paolo stava dicendo: “Ogni giorno mi trovo di fronte a una nuova situazione di morte”.

Vi chiedo di comprendere che Paolo non si riferiva alla morte fisica, ma a un tipo di morte che ci capita ogni giorno nel nostro cammino con Cristo. Quando disse: “Io muoio ogni giorno” (vedi 1 Corinzi 15:31), si riferiva a tribolazione, angoscia, persecuzione, pericolo, difficoltà di ogni genere. 

Paolo stava dicendo, in sostanza: “Noi che abbiamo la vita di Cristo in noi siamo costantemente esposti a una situazione di morte dopo l’altra. Ogni giorno ci viene imposta una nuova prova. Ma abbiamo la vita del Figlio di Dio dentro di noi!”