CHI DICONO GLI UOMINI CHE IO SIA?

David Wilkerson

I farisei e i sadducei andarono a Gesù esigendo che Questi mostrasse loro un segno dal cielo (cfr. Matteo 16:1). Gesù rispose, “Una generazione malvagia ed adultera richiede un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno del profeta Giona” (Matteo 16:4). Più tardi, Gesù radunò i Suoi discepoli e chiese loro, “E voi, chi dite che io sia? E Simon Pietro, rispondendo, disse, Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Matteo 16:15-16).

Gesù dichiarò, “Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli” (Matteo 16:17). Cristo stava dicendo, “Non hai ricevuto questa rivelazione semplicemente camminando con Me, Pietro. Te l’ha rivelato Mio Padre dal cielo”. In breve, Pietro ricevette quella prima, gloriosa rivelazione che giunge a chiunque crede. Gli venne rivelata la gloria della salvezza di Cristo.

Eppure, leggiamo, “Allora egli ordinò ai suoi discepoli di non dire ad alcuno che egli era Gesù, il Cristo” (16:20). Perché Gesù disse questo? Il cielo stesso non aveva già annunciato che fosse l’Agnello di Dio, giunto per salvare il mondo?

La verità è che i discepoli non erano pronti a testimoniare di Lui come il Messia. La rivelazione che avevano di Lui era incompleta. Non sapevano nulla della croce, della via del dolore, della profondità del sacrificio del loro Maestro. Sì, avevano già guarito malati, cacciato demoni e testimoniato a molti, ma sebbene fossero stati con Gesù quegli anni, ancora non avevano una rivelazione profonda e personale di chi fosse.

Il verso successivo ce lo conferma: “Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli…” (16:21). In altre parole, Cristo inizio a rivelarsi a loro, mostrando loro cose più profonde di Sé. Il resto del verso continua, “che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno”.