Dio sta facendo una cosa nuova nella Sua chiesa | World Challenge

Dio sta facendo una cosa nuova nella Sua chiesa

David WilkersonOctober 3, 2016

Quante volte hai sentito dei cristiani dire: “Dio sta facendo una cosa nuova nella chiesa”? La “cosa nuova” cui si riferiscono può essere chiamata un risveglio, una effusione, una visitazione o un movimento da parte di Dio. Eppure molto spesso la “cosa nuova” che descrivono scompare velocemente. Ed una volta scomparsa, non può essere ritrovata. In questo modo viene provato che non è stata affatto un’azione da parte di Dio. Infatti, molti sociologi cristiani hanno seguito molte di queste cosiddette visitazioni; hanno scoperto che il periodo di durata media di tali eventi è di circa cinque anni.

Personalmente credo che Dio stia facendo una cosa nuova nella sua chiesa ... Eppure, questa grande opera dello Spirito non può essere circoscritta in un solo posto, ma sta interessando tutto il mondo, perciò non devi andare lontano per osservarla. In realtà la “nuova cosa” di Dio può coinvolgere anche la chiesa a te più vicina.

C’è un principio biblico che governa ogni reale azione di Dio. Troviamo questo principio all’opera molte volte in entrambi i Testamenti. È stato provato che è vero da secoli di storia della chiesa. Il principio è questo: Dio non inizia alcuna cosa nuova nella Sua chiesa fin quando non ha tolto quella vecchia. Come affermato da Gesù, il Padre non metterà vino nuovo in otri vecchi.

Perché è così? Perché Dio ha una controversia con la cosa vecchia nella Sua chiesa. Con ogni nuova opera che viene attuata, passano soltanto poche generazioni prima che l’apatia e l’ipocrisia si insinuino. In modo repentino il popolo di Dio diventa idolatra con i cuori tendenti allo sviamento. Alla fine Dio sceglie di cambiare la vecchia opera nella Sua chiesa. Egli l’abbandona completamente prima di introdurre la nuova.

Questo ciclo si è ripetuto attraverso la storia della chiesa. Quasi sempre il motivo dipende dal fatto che i ministeri diventano guidati dalla carne. La passione ardente con la quale l’opera è nata, inizia ad affievolirsi, e nel tempo i ministeri diventano istituzioni umane. Una routine senza vita si insinua. I leader che si prostravano in preghiera ora confidano sull’organizzazione e sulle abilità carnali per mantenere in piedi l’opera.

Una volta questi leader credevano con fede in Dio ed Egli comunicava con loro. Ma ad un certo punto hanno abbandonato il loro servizio per fare politica di chiesa. Ora invece di svolgere il loro ministero, competono per il potere, il prestigio e i numeri. Tristemente il loro ministero è diventato un flebile ricordo di come una volta Dio lo portava a compimento in potenza e fede.

Il Signore aveva risposto a questo genere di compromesso al tempo di Geremia. Mandò il profeta davanti la porta del tempio per proclamare un messaggio devastante: “Cambiate le vostre vie e le vostre opere, e io vi farò abitare in questo luogo.” (Geremia 7:3). In altre parole: “Quest’opera è cresciuta in modo corrotto ed ora la morte è alla porta. Ma c’è ancora tempo per salvarla. Non voglio abbandonarla; voglio stare con voi e operare in mezzo a voi. Ma per far si che accada, dovete pentirvi. Dovete tornare al vostro primo amore”.

Dio aveva sentito gridare al popolo: “Dio non può distruggere il tempio. Non può abbandonare ciò che Egli ha qui stabilito”. Ma il Signore rispose: “Non ponete la vostra fiducia in parole false, dicendo: 'Questo è il tempio del SIGNORE, il tempio del SIGNORE, il tempio del SIGNORE!'” (7:4). In pratica stava dicendo: “Che mi dite delle vostre contaminazioni, del vostro dilagante adulterio? Voi giurate falsamente, vi prostrate agli idoli e avete mutato la mia casa in una spelonca di ladroni. Ho inviato profeti per avvisarvi ma non li avete voluto ascoltare”.

Terminò con queste parole: “Tu non intercedere per questo popolo, non innalzare per essi suppliche o preghiere, non insistere presso di me, perché non ti esaudirò”. (7:16). In breve: “Non perdere tempo a pregare per questa vecchia opera. È finita, morta, andata, al di là di qualunque speranza di risveglio. Ho in mente qualcosa di totalmente nuovo. E tu non mi rappresenterai più. Avrò un popolo che mi rappresenterà nel mondo così come veramente sono”.

Potrebbe Dio ai tempi del Nuovo Testamento organizzare una opera vecchia allo stesso modo che faceva durante il Vecchio?

Si, potrebbe. Gesù stava nel tempio ed invitava tutti a venire sotto le sue misericordiose ali di protezione. Chiamava i ciechi, gli ammalati, i lebbrosi, i poveri, i perduti, chiunque a venire e trovare guarigione e perdono. Ma la folla religiosa rifiutò questa offerta. Cristo testimoniò di loro: “Voi non avete voluto!” (Matteo 23:37). Egli rispose a coloro che lo rigettavano, dicendo: “Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta”. (23:38). Diceva loro: “Questa ora è la vostra casa, non la mia. Io sto per andarmene. E vi rimarrà devastata ed abbandonata”.

Gesù aggiunse: “Infatti vi dico che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!" (23:39). Stava dichiarando loro: “La mia gloria non è più in questa vecchia opera. La ho rigettata. Ed il rimanente della tua vita religiosa sarà condotta senza la presenza di Dio. Consegno alla carne questa tua vecchia opera.”

I discepoli non potevano credere alle parole di Gesù. Lo incalzarono dicendo: “Maestro guarda la magnificenza del tempio, queste meravigliose strutture. Considera la sua storia, i secoli di tradizione. Non è possibile che finiscano in rovina. Stai dicendo che finirà così?” Gesù rispose: “Si, sarà così. Questa vecchia opera è terminata, morta. Sto per fare una cosa nuova.”

Pensate: qui c’era la misericordia e la grazia incarnate che stava dicendo: “Questa vecchia cosa non è più mia. La lascerò completamente desolata. Non c’è assolutamente possibilità che possa essere ravvivata”. Ma Cristo operò verso la Pentecoste, verso l’inizio di una cosa nuova. Stava per far sorgere una nuova chiesa, non una replica della vecchia. E l’avrebbe creata totalmente nuova fin dalle fondamenta. Sarebbe stata una chiesa con nuovi sacerdoti e nuove persone, tutti nati di nuovo in Lui.

Nel frattempo la vecchia opera si sarebbe trascinata. La folla sarebbe ancora andata al tempio per osservare i loro superati rituali. I pastori avrebbero ancora rubato ai poveri, gli adulteri avrebbero peccato a volontà e la gente si sarebbe addentrata nell’idolatria. Ogni giorno la vecchia opera sarebbe diventata sempre più arida e debole. Perché? La presenza di Dio non era più lì.

Questo ci porta alla chiesa dei giorni odierni. Permettete che vi chieda: quello che vedete oggi nella chiesa è rappresentativa di chi è Gesù? Considerate tutte le denominazioni e i movimenti, ogni cosa associata con il nome di Cristo. Ciò che vedete è veramente la chiesa trionfante, la sposa senza macchia di Cristo? Rivela al mondo la vera natura di Dio? È quanto di meglio lo Spirito possa produrre in questi ultimi giorni?

L’idolo numero uno nel popolo di Dio non sono né adulterio e neppure la pornografia. È una lussuria molto più potente: è la violenta ambizione per il successo, che ha una dottrina a propria giustificazione. Nella casa di Dio molti sono retti, puliti moralmente e pieni di buone opere, ma hanno posto un idolo di ambizione nei loro cuori e non riescono a scrollarselo di dosso.

Tragicamente questo era lo stesso spirito guida che stava dietro Baal e Moloch: prosperare ed avere successo. Oggi tale spirito ha inquinato l’evangelo di Gesù Cristo in tutto il mondo. Si presenta come uno spirito di benedizione, ma è una perversione della benedizione che Dio ha destinato per la Sua chiesa. E sta facendo naufragare la fede di milioni di credenti.

Questa non è la chiesa che Gesù Cristo sta venendo a prendere come Sua sposa. Quindi la moderna chiesa del presente è diventata la cosa vecchia? È divenuta contaminata, barcollante sull’orlo dell’essere sostituita da qualche opera nuova? In breve, Dio farà un ultimo cambiamento prima che Gesù ritorni? Abbandonerà ciò che è corrotto e innalzerà alla fine una chiesa gloriosa?

Si, io credo che lo farà. Isaia afferma: “Ecco, le cose di prima sono avvenute e io ve ne annuncio delle nuove; prima che germoglino, ve le rendo note” (Isaia 42:9). L’istituzione materialistica, guidata dalla carne, è divenuta vecchia e corrotta. Ed in tutto il mondo i pastori giovani lo sentono. Sono stanchi del vecchiume, con i suoi litigi e conflitti denominazionali; non vogliono averci nulla a che fare. Hanno rifiutato l’impulso alla grandezza e notorietà. Stanno invece tornando alla centralità di Cristo, tornano a cercare Dio, tornano ad avere fame della verità. E percepiscono nell’aria un’opera nuova.

Qual è la nuova opera che Dio sta facendo nella Sua chiesa?

Proprio ora Dio sta facendo sorgere ministri e persone che si impossesseranno della Sua vera benedizione. Essa è stata travisata e contaminata dalla chiesa moderna. Ed ora il Signore desidera rinnovarla per il popolo che sta chiamando.

Dio rivelò tale benedizione per primo a Mosè: “Il SIGNORE disse ancora a Mosè: «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di' loro: "Voi benedirete così i figli d'Israele; direte loro: 'Il SIGNORE ti benedica e ti protegga! Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!'". Così metteranno il mio nome sui figli d'Israele e io li benedirò».” (Numeri 6:22-27).

Dio sta dichiarando: “In questo modo benedirò il mio popolo”. Questo implica: “C’è soltanto una formula per la mia benedizione. Viene definita soltanto in questo modo stabilito. Tutti gli altri metodi di benedizione sono per Me inaccettabili”. La benedizione che descrisse a Mosè è triplice:

  1. “Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!” (6:24). Questo ci parla della potenza protettiva di Cristo. È l’inizio di tutte le benedizioni: la conoscenza che siamo protetti da Cristo stesso. Armati di tale conoscenza, non abbiamo più paura di cadere. Il popolo di Dio degli ultimi giorni si impadronirà delle Sue promesse del patto per dar loro un santo timore, togliere il loro cuore di pietra e metterne uno nuovo. Hanno totale fiducia in Lui che li protegge dal cadere: “Beato l'uomo a cui il SIGNORE non imputa l'iniquità e nel cui spirito non c'è inganno!” (Salmi 32:2).
  2. “Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!” (Numeri 6:25). Ciò descrive una chiesa con una coscienza pulita, non cauterizzata. Dopotutto Dio non può mostrarti il Suo “volto”, cioè la gloria della Sua grazia – finché non sei al sicuro in Lui. Questo implica favore; non sei più un estraneo per Dio ma ai suoi occhi sei un favorito. E lo sei non per tua iniziativa, ma per la Sua. Non devi pregare affinché il Suo favore venga su te; Lui lo porterà a te.
  3. “Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!” (Numeri 6:26). Questo ci parla di una maggiore presenza di Dio. Ecco un segno della nuova cosa che Dio sta facendo: un popolo prostrato che riceve il tocco di amore e sicurezza di Dio. Quell’intimo tocco che li tiene prostrati in preghiera. E sentono chiaramente la Sua voce. Tutto questo mentre un ministero puro sta nascendo in mezzo a loro. È un ministero profetico, che produce pastori secondo il cuore di Dio e credenti che sono sicuri nel Suo amore. Tali servitori non sono agitati o determinati sono dotati di una grande pace. E a causa di quella pace portano il vero aspetto di Cristo.

Per un rimanente di Dio non c’è momento più critico per rappresentarlo davanti al mondo. In effetti, Dio ha tolto il Suo spirito da ciò che è vecchio e sta cominciando qualcosa di nuovo. Sta per avere una chiesa che è senza macchia, non attraverso le opere della carne ma tramite il Suo spirito. E questa chiesa camminerà nella Sua benedizione proprio come Lui la intende. Amen!

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