Sermons   David Wilkerson Today, Daily Devotions

È LA BATTAGLIA DEL SIGNORE

by David Wilkerson | February 10, 2012

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Non importa in che tipo di guaio ti trovi, non puoi proprio districartene fuori con le tue proprie forze.

Per poter comprendere il modo in cui Dio ci libera dalle afflizioni, dobbiamo studiare il modo in cui liberò Israele dal loro legame. La Bibbia dice: “Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento” (1 Corinzi 10:11).

Tutto ciò che accadde a Israele, i loro legami, le prove e la liberazione dall’Egitto, sono per noi oggi testimonianze ed esempi.

Il Signore disse a Mosè: “Ho certamente visto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il suo grido a motivo dei suoi oppressori, poiché conosco le sue sofferenze. Così sono sceso per liberarlo…” (Esodo 3:7-8).

La Parola di Dio qui dice chiaramente: “Io conosco le loro afflizioni”. Amato, se ciò non ti dona consolazione nell’afflizione, nient’altro lo farà. Il Signore sta dicendo: “Io so cosa stai attraversando, ma questa non è la tua battaglia. Il diavolo, è troppo per te, devo scendere io a liberarti!”

“Io sono l’Eterno; vi sottrarrò dai duri lavori imposti di voi dagli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi riscatterò con braccio steso e con grandi castighi. Vi prenderò per mio popolo, e sarò il vostro Dio; e voi conoscerete che io sono l’Eterno, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani. E vi farò entrare nel paese, che giurai di dare ad Abrahamo, a Isacco e Giacobbe; e ve lo darò in eredità. Io sono l’Eterno” (Esodo 6:6-8).

Provale tutte per liberarti – sogna, progetta e manipola – ma alla fine, Dio dice, “Questo è Compito Mio!”

Quando Davide andò contro il gigante, egli disse: “Allora tutta questa moltitudine saprà che l’Eterno non salva per mezzo di spada né per mezzo di lancia; poiché l’esito della battaglia dipende dall’Eterno” (1 Samuele 17:47).

Davide non prendeva le questioni in mano per poi dire: “devo stringere i denti e contare solo su me stesso”. No! Lui sapeva che quella era la battaglia del Signore.
 

IMPARARE NELL’AFFLIZIONE!

by David Wilkerson | February 9, 2012

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Il salmista scrive: “È stato bene per me l’essere afflitto, affinché imparassi i tuoi statuti” (Salmo 119:71). Ti chiederai, come me, “Che tipo di teologia è questa? È davvero un bene essere afflitto?”

Il termine ebraico per afflizione qui significa “umiliato, castigato, macchiato, ferito, sminuito, indebolito, depresso”. Quando inserisci questo significato nel verso, improvvisamente diventa: “È stato bene per me essere stato castigato, umiliato, indebolito, depresso, affinché imparassi gli statuti del Signore”. Il termine statuto significa “legge scolpita”. Il salmista sta dicendo: “È stato bene che attraversassi questi problemi, perché durante questo processo, Dio stava scolpendo le Sue leggi e le Sue vie nel mio cuore”.

Il Signore permette che nel nostro cammino ci imbattiamo nelle prove per esaminarci, ma non è questo il Suo scopo primario. Piuttosto, le nostre afflizioni servono ad insegnarci a camminare giustamente al Suo cospetto. La Bibbia dice: “Molte sono le afflizioni del giusto…” (Salmo 34:19). Secondo il salmista, il punto di ogni nostra afflizione è che impariamo da esse.

Una delle nostre coppie di missionari scrisse circa la situazione nella nazione africana, in cui stanno lavorando. Una delle più povere della terra, la sua situazione è peggiorata con gli anni, una sanguinosa guerra civile lacera il paese. I missionari sono andati di recente in questo paese disperato con un camion, ed un gruppo di cristiani da paesi circonvicini. Stavano consegnando un carico di provviste e avrebbero dovuto partecipare ad un incontro quella sera dall’altra parte del confine. A circa cinque miglia dal confine, il camion iniziò a rallentare. L’autista spinse l’acceleratore, ma la velocità del camion continuava a diminuire. Il gruppo era abbattuto nel guardare la macchina davanti a loro sfrecciare lontano.

Infine, il gruppo arrivò al confine, e improvvisamente il motore del camion morì del tutto e non sarebbe ripartito in nessun modo. Tutti nel gruppo si chiesero: “Signore, ma che sta succedendo?” Ad un certo punto, si avvicinarono le guardie di confine, gridando con fervore: “C’è stata un’esplosione lungi il confine, non lontano da qui! Una delle fazioni di guerra ha fatto esplodere una macchina che aveva appena passato il confine”. Il gruppo di missionari si rese conto che la macchina saltata in aria era proprio quella davanti a loro. Se il camion della missione avesse corso normalmente, sarebbe anch’esso stato attaccato.

Il mattino seguente, l’autista del gruppo missionario girò la chiave d’accensione, e il camion partì senza problemi. In effetti, camminò bene per il resto del viaggio. Tutti si resero conto che i propositi di Dio erano stati compiuti attraverso circostanze apparentemente avverse.
 

LO SPIRITO DELL’ANTICRISTO

by David Wilkerson | February 8, 2012

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Il nostro Salvatore si trova come un uomo nella gloria, proprio in questo momento. Egli è una persona vivente, in carne e ossa, con i capelli, gli occhi, nonostante sia Dio. Nonostante noi siamo qui sulla terra, il Suo Spirito dimora dentro di noi: “Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: «Abba, Padre»” (Galati 4:6).

Tuttavia, esiste un altro spirito all’opera nel mondo, lo spirito dell’anticristo. Proprio come Cristo ci ha donato il Suo Spirito, c’è lo spirito dell’anticristo nel mondo, che prepara i cuori alla venuta dell’Uomo del Peccato!

“E questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, deve venire; e ora è già nel mondo” (1 Giovanni 4:3). Giovanni sta dicendo: “Avete udito della venuta dell’anticristo. Vi è stato predicato e insegnato, e voi attendete il suo arrivo. Ma amati, svegliatevi, perché lo spirito dell’anticristo è già all’opera!”

Vedi, l’anticristo non apparirà improvvisamente sulla scena per sopraffare l’umanità. Piuttosto, il suo spirito è misteriosamente all’opera già ora, stabilendo il suo regno in cuori freddi e compromessi. Quando infine apparirà, egli sarà rivelato pubblicamente ad un mondo che è già pronto per lui, ai cuori già posseduti dal suo spirito!

Proprio ora, vediamo un sentimento crescente di anticristo, ma presto si trasformerà in una corrente e, infine, in un vasto oceano. Lo spirito dell’anticristo sta invadendo i cuori di molti cristiani apostati persino ora. “Ma come?” chiederai. “Perché certi cristiani si rivolgerebbero mai all’anticristo?” Perché sono simili a lui.

Giovanni scrive: “Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui, perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo… Fanciulli, è l'ultima ora. E, come avete udito, l'anticristo deve venire, e fin da ora sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l'ultima ora” (1 Giovanni 2:15-18).

Giovanni ci sta avvertendo che coloro che ancora amano le cose di questo mondo si sono aperti allo spirito dell’anticristo. Egli sta dicendo: “Sapete che questi sono gli ultimi giorni, perché molti sono ripieni dello spirito materialistico dell’anticristo!”

 

EGLI SI COMPIACE NELLA MISERICORDIA

by David Wilkerson | February 7, 2012

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“Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo” (Ebrei 12:11).

Qui Dio sta parlando del suo cuore, ma anche del nostro. I suoi castighi non lo rendono gioioso, ma lo affliggono e lo fanno rattristare. Eppure quando Dio si muove in giudizio, si libra sui Suoi figli mentre li castiga. Cerca anche il più piccolo segno di dolore o pentimento e smette di punirci quando ne vede uno. Desidera dire: “Basta – smetto. Mi addolora troppo punirti”.

Carissimo, devi affrontare questo argomento del dolore di Dio. Quando gli altri cercano di ferirti, devi sottomettere i tuoi pensieri e dire: “O Signore, fa’ che io preghi per i miei nemici, per quelli che cercano di ferirmi”.

Dio ama il peccatore più malvagio e vile per strada e se Lui lo ama, quanto più ama il cristiano che ti ha ferito e si è reso tuo nemico?

Forse adesso ti sei reso conto di quanto sei lontano dal cuore di Dio. Dobbiamo ancora imparare molto dal Suo cuore. No, Lui non si compiace nel giudizio. Egli non prende piacere nella distruzione del malvagio, né ama castigare i Suoi figli. Al contrario, Lo addolora.
Permettimi di dirti ciò in cui il Signore si compiace:

“Qual Dio è come te, che perdona l’iniquità e passa sopra la trasgressione del residuo della sua eredità? Egli non conserva per sempre la sua ira, perché prende piacere nell’usare misericordia. Egli avrà nuovamente compassione di noi, calpesterà le nostre iniquità. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati” (Michea 7:18-19).

Grazie a Dio per la Sua grande compassione, disponibile per tutti. Egli si compiace nella misericordia!
 

AMANDO LA VERITA’

by David Wilkerson | February 6, 2012

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Paolo ringrazia Dio per un popolo che rimane fermo e stabile anche nei momenti di pericolo. Questo santo residuo si leverà contro lo spirito dell’anticristo e sarà forte. Non sarà mai sopraffatto. Al contrario, vincerà il mondo, la carne e il maligno!

“Ma noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio.. perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi.. Perciò, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che avete imparato tramite la parola o la nostra epistola. Ora, il Signor nostro Gesù Cristo stesso e Dio nostro Padre, che ci ha amati e ci ha dato per grazia una consolazione eterna e una buona speranza, consoli i vostri cuori e vi confermi in ogni buona parola ed opera” (2 Tessalonicesi 2:13-17).

Questo santo residuo ama la verità e non ha paura di essere riprovato. Si esamina alla luce della Parola di Dio, lasciando che essa lo trafigga fino al midollo. Amati, se lasciate il vostro cuore aperto alla verità – se continuate ad amare la Parola di Dio – il Signore vi stabilirà.

“Quelli che confidano nell’Eterno sono come il monte Sion, che non può essere smosso. ma rimane in eterno. Come Gerusalemme è circondata dai monti, così l’Eterno sta intorno al suo popolo, ora e per sempre. Poiché lo scettro dell’empietà non riposerà per sempre sull’eredità dei giusti, perché i giusti non stendano le loro mani a compiere il male” (Salmo 125:1-3).

Lo spirito dell’anticristo ha un’autorità non indifferente. Ma la sua potenza e il suo regno non ti sovrasteranno perché fai parte del santo residuo di Dio.

“Vi ho scritto.. perché siete forti e la parola di Dio dimora in voi, e voi avete vinto il maligno” (1 Giovanni 2:14).

“E questa è la vittoria che ha vinto il mondo – la nostra fede” (1 Giovanni 5:4).

Che venga pure lo spirito dell’anticristo. Tu non sarai smosso, perché sarai stabilito fermamente sulla verità della Parola di Dio. Ti troverai nella casa di Dio, adorando con un cuore puro, e la tua fede vincerà tutto ciò che il nemico ti getta contro.
 

UN DOPPIO DOLORE!

by David Wilkerson | February 3, 2012

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La prima parte del “doppio dolore” di Dio è quando pecchiamo nella Sua presenza, contro il Suo amore e la sua luce. Il peccato in sé non è ciò che affligge Dio, ma piuttosto il fatto che Lui ne conosce le conseguenze. Dio sa che il nostro peccato ci porterà al dolore e alla miseria.

La seconda parte del “doppio dolore” di Dio è che il nostro peccato Lo costringe a mantenere la Sua parola in quanto a giudizio. Lui è come un padre amorevole che ascolta il nostro grido di angoscia mentre ci castiga – e tutto per produrre in noi un carattere puro.

Una volta ebbi una crisi – ne ebbi fin sui capelli. Sul mio conto si dicevano cose brutte e questo durò per un certo tempo, così iniziai a ricordare a Dio la Sua Parola:

  • Il falso testimone non rimarrà impunito, e chi proferisce menzogne perirà. (Proverbi 19:9). 
  • Il malvagio presta attenzione alle labbra inique, il bugiardo dà ascolto alla lingua perversa (17:4).

Dopo qualche tempo gridai disperato: “O Dio, fino a quando dovrà durare questa situazione? Le bugie continuano a cambiare giorno dopo giorno, e non so neanche da dove vengono. Sei tu il mio difensore, Signore, e tu hai detto che avresti vendicato il tuo popolo. Ma non vedo alcun barlume della tua giustizia”.

Pensando a tutte le cose brutte che mi venivano dette contro, riflettei anche su quanti pastori e servi erano sotto pressione. Ci sono molti giusti oggi che stanno sopportando prove terribili a causa di cose orribili che vengono dette sul loro conto.

“Perché Signore?”, pregai. “Perché continui a permettere che il tuo popolo venga ferito?”.

Il Signore mi rispose: “David, io sono misericordioso, compassionevole e lento all’ira perché mi addolora riversare la mia giustizia. Se solo potessi sentire il mio dolore, non desidereresti mai e poi mai veder cadere il mio giudizio. Capiresti perché aspetto così tanto prima di giudicare. Sai quanto è doloroso disciplinare i figli. Lo è stesso è per Me. Mi addolora castigare quelli che amo!”.
 

UN BARLUME DEL DOLORE DI DIO

by David Wilkerson | February 2, 2012

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“L’Eterno disse allora a Mosè: "Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dal paese d’Egitto, si è corrotto; si sono presto sviati dalla strada che io avevo loro ordinato di seguire; si sono fatti un vitello di metallo fuso, si sono prostrati davanti ad esso, gi hanno offerto sacrifici .. Ho visto questo popolo, ed ecco, è un popolo dal collo duro. Or dunque, lasciami fare, affinché la mia ira si accenda contro di loro e li consumi; ma di te io farò una grande nazione" (Esodo 32:7-10).

“Allora Mosè supplicò l’Eterno, il suo DIO, e disse: "Perché, o Eterno, dovrebbe la tua ira accendersi contro il tuo popolo che hai fatto uscire dal paese d’Egitto con grande potenza e con mano forte? Desisti dalla tua ira ardente e cambia la tua intenzione di far del male al tuo popolo".. Così l’Eterno cambiò intenzione circa il male che aveva detto di fare al suo popolo” (versi 11-14).

Leggendo questo passo, molti cristiani attribuiscono erroneamente più grazia e misericordia a Mosè che a Dio. Pensano: “Mosé implora misericordia per Israele, mentre Dio è pronto a distruggerlo”. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. L’unico motivo per cui Mosè pregò come fece fu perché conosceva il cuore misericordioso di Dio.

La giustizia di Dio richiedeva che il popolo venisse consumato ma Mosè sapeva che Dio si sarebbe troppo addolorato a distruggere i Suoi figli, perciò elevò questa supplica a Dio: “So che la tua giustizia grida e questo popolo dal collo duro dovrebbe essere spazzato via, ma so che non potresti sopportare il dolore di fare una cosa del genere. Conosco il tuo cuore, Dio, e so che non puoi distruggere Israele – perché lo ami”.

La Bibbia dice che Dio “si pentì”, il che significa che cambiò idea sul suo giudizio su Israele. Non lo avrebbe distrutto; al contrario, il popolo avrebbe vagabondato nel deserto. Anche se il popolo avrebbe continuato ad addolorare il Suo cuore per trentotto e più anni a causa della sua incredulità, il Signore lo avrebbe comunque protetto, guidato, nutrito e vestito fino alla fine dei loro giorni.
 

RIMARREMO NEL PECCATO?

by David Wilkerson | February 1, 2012

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Quando Paolo insegnò la verità della giustificazione per fede, ciò scosse la chiesa. Fu una notizia incredibile a quel tempo. Infatti, alcuni teologhi risposero: “Se mi è concesso, se Dio è talmente misericordioso da perdonarmi liberamente per la sola fede, allora lasciami peccare ancora di più, così Dio potrà dilettarsi nell’elargirmi più grazia!” Tali teologhi non avevano compreso il vangelo.

A motivo della croce, Dio considerò risolta ogni questione riguardante il nostro vecchio uomo carnale. Paolo chiese: “Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia?” (Romani 6:1) e continua prontamente: “Niente affatto!” Credo che Paolo stesse dicendo: “Perché mai un cristiano che è stato liberato da una tale morte tornerebbe a risuscitare un cadavere? Perché tornare ad una vita di peccato quando Dio vuole rimuovere ogni colpa e condanna e donarti sicurezza e pace? Ora, a motivo della croce, tu puoi servire il Signore con gioia e felicità, ed obbedirgli in un nuovo vincolo chiamato amore”.

“Dunque”, ti chiedi, “dobbiamo semplicemente ottenere la giustizia di Gesù per fede?” Sì, assolutamente! È tutto ciò su cui si basa il cammino cristiano, riposare per fede in quello che Gesù ha compiuto.

Il nostro vecchio uomo è morto, e il nuovo Uomo è Gesù. Quando riponiamo in Lui la nostra fede, Dio ci accetta completamente. Egli ci considera giusti, nascosti nel seno del Suo caro Figlio. Così, ogni volta che pecchi o vieni meno, corri velocemente dal tuo Avvocato, il tuo Difensore. Confessa a Lui i tuoi fallimenti, e riposa nella Sua giustizia.

Ti chiederai: “Le buone opere non hanno spazio in questa dottrina?” Certo che sì, ma a questa condizione: Le buone opere non possono salvarti, giustificarti o renderti giusto o accettevole a Dio. L’unica cosa che ti salva è la tua fede in quello che ha fatto Gesù!

Cos’ha fatto Gesù? Egli ti ha salvato, ti ha perdonato e ti ha accettato nel Suo amato. Dio ora ti vede soltanto in Gesù Cristo, ed è questo il motivo per cui dobbiamo andare al nostro Salvatore ogni volta che cadiamo. Il sangue che ci ha perdonato e purificato la prima volta che siamo andati a Gesù è lo stesso sangue che continua a custodirci fino al Suo ritorno.

Insieme a tale sicurezza, giunge il vincolo maggiore di compiere ogni nostra opera nella Sua forza e potenza, piuttosto che cercare di farlo da soli. “Se per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete” (Romani 8:13).
 

SALVATI SOLTANTO PER FEDE

by David Wilkerson | January 31, 2012

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Quando siamo giunti alla fede in Cristo, abbiamo creduto che i nostri peccati fossero perdonati. Abbiamo creduto di essere accettati, di poter riporre ogni colpa e timore, e dire: “Sono salvato soltanto per la fede in quello che Gesù ha compiuto per me alla croce”.

Poi, procedendo nel nostro cammino con Gesù, abbiamo iniziato a commettere i primi atti di disobbedienza. Siamo stati schiacciati dai nostri peccati e abbiamo prontamente perso la visione della croce. Abbiamo cercato di operare la nostra giustizia, di riguadagnarci il favore di Dio mettendocela tutta, ma la vita si è poi trasformata in una giostra angosciosa di peccato e confessione, peccato e confessione.

A volte ci comportiamo come se mettendocela tutta ci potessimo salvare. Pensiamo che se solo riuscissimo a rinnovare questa nostra carne, Dio ne sarebbe compiaciuto. Presto ci ritroviamo a lavorare sul vecchio uomo, a modellarlo per un cammino cristiano vittorioso.

Alcuni cristiani diranno: “Ho pagato un alto prezzo per la vittoria ottenuta. Sono passato per molto dolore e molta sofferenza. Ho digiunato, pregato, e ho schiacciato ogni concupiscenza e desiderio peccaminoso con successo. La mia lotta per ubbidire non vale niente davanti a Dio? Lui considera forse tutta la mia giustizia, tutto il mio duro lavoro come un panno sporco?” Sì! Si tratta solo di carne, e nulla di tutto questo potrà reggere davanti a Lui. C’è una sola giustizia, ed è la giustizia di Gesù Cristo!

“Poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia, non si sono sottoposti alla giustizia di Dio” (Romani 10:3).

L’unico modo per entrare nella grazia di Dio è ammettere la verità: “Non v’è nulla di buono nella mia carne, nulla nelle mie buone opere per meritare la mia salvezza. Non posso diventare giusto per mezzo di cose che io possa fare con le mie forze. La mia giustizia è soltanto in Cristo”. Paolo dice del dono della giustizia: “Coloro che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell'uno, che è Gesù Cristo” (Romani 5:17).
 

NESSUNA EREDITÁ

by David Wilkerson | January 30, 2012

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Paolo ci fornisce una lista di coloro che non erediteranno il regno di Dio:

“Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10).

Ma poi l’apostolo aggiunge: “Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio” (verso 11).

Come hanno fatto queste persone, salvate da peccati tanto orribili, a diventare giusti davanti a Dio? Cosa è successo loro da non essere più malvagi, ma essere invece accettati da Dio?

Innanzitutto, Dio non fa riguardo alle persone. Egli non si lascia per niente impressionare dal titolo di una persona o da onorificenze umane, si tratti di un re, di una regina, di un presidente o di un primo ministro. E in secondo luogo, Dio non si lascia incantare dalla nostra bontà. Lunghe preghiere, digiuni, pagare la decima, fare studi biblici, fare volontariato, niente di tutto questo ci rende giusti o accettevoli a Dio. Persino la nostra carne “buona” – un buon carattere, un bel modo di esprimersi, buoni pensieri e buone azioni – sono fetore alle Sue narici, se usate come appello alla nostra giustizia.

Quando Gesù andò alla croce, Egli crocifisse il nostro “vecchio uomo” carnale. C’è un solo Uomo rimasto, solo Uno col quale Dio si relazionerà, e quello è Suo Figlio. Quando Gesù compì la Sua opera sulla terra e si sedette alla destra del Padre, Dio disse: “D’ora in poi riconosco un solo Uomo, una sola giustizia. Chiunque viene a Me deve farlo mediante Lui – Mio Figlio. Tutti coloro che vorranno essere giusti devono accettare la Sua giustizia, e nessun altro!”

Siamo accettati agli occhi di Dio solo mediante la fede in Cristo e la Sua opera: “Egli ci ha grandemente favoriti nell'amato suo Figlio” (Efesini 1:6).

Vedi quant’è importante dimorare in Gesù, andare prontamente a Lui quando sbagli? Devi imparare a correre a Lui, gridando: “Gesù, ho sbagliato! Non riesco a uscirne fuori. Non importa cosa faccio, non potrò mai essere riconosciuto davanti al Padre, a meno che non vada a Lui in Te!”
 


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