Missions   La casa di Giosuè (Resoconto di Ministero) — Una casa per bambini a L’viv, in Ucraina

La casa di Giosuè (Resoconto di Ministero) — Una casa per bambini a L’viv, in Ucraina


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Questi preziosi bambini sono cresciuti in povertà. Tutti provenivano da famiglie distrutte o spezzate. Alcuni erano stati picchiati a sangue molte volte.

Altri erano stati stuprati, venduti come schiavi, offerti per prostituzione o costretti ad elemosinare per strada. Molti avevano assistito all’omicidio di un genitore o di un tutore, ed altri erano stati minacciati a morte. Incredibilmente, la maggior parte delle cose che erano loro avvenute, era stata a causa dei propri genitori.

Prima di venire nella Casa di Giosuè, questi bambini dimenticati di L’viv, in Ucraina, erano orfani o abbandonati, malati, sporchi e privi di educazione. Venivano presi in giro e molestati non solo dagli altri bambini ma anche dagli adulti e persino dagli insegnanti. Girovagavano per strada da soli, dormivano negli scantinati o all’addiaccio, convinti che non sarebbero mai stati amati.

Nel 1993 World Challenge sponsorizzò Jim e Sandy McCann perché provvedessero un’abitazione per questi bambini. Fondarono così la Casa di Giosuè in memoria del loro figlio appena nato, Giosuè, che era morto in Ucraina. Nel corso degli anni, il ministero ha accolto dozzine di ragazzi e ragazze le cui vite sono state trasformate potentemente dall’amore di Dio. Questi bambini ora godono di una comunione familiare, di pasti sani, di attenzioni mediche e di un monitoraggio speciale da parte di responsabili amorevoli. I loro cuori non sono più pieni di disperazione e rigetto, ma di amore, gioia, pace, speranza e risate. La paura e la disperazione che una volta li assalivano ora sono ricordi del passato. Ogni qualvolta sono presi in giro dai compagni di classe o dagli insegnanti perché non hanno genitori, rispondono prontamente: “Abbiamo dei genitori che vivono con noi e ci amano!”.

Alcuni dei ragazzi della Casa di Giosuè oggi sono all’università e si preparano per il lavoro con i bambini e i lattanti abbandonati. Altri si stanno addestrando per il ministero o per diventare missionari. E tutti condividono la soddisfazione di un sogno comune: avere una famiglia amorevole e santa, con due genitori e molti meravigliosi fratelli e sorelle con cui godono una vita di gioia e di pace attraverso l’amore di Dio.

Christia – sola al mondo a soli sei anni

Nel suo piccolo villaggio di montagna in Ucraina, Christia a sei anni era nota come “la padrona di casa”. Essere a capo di una famiglia a soli sei anni non è usuale, è tragico. Entrambi i genitori di Christia erano alcolizzati ed avevano abusato dei loro dieci figli diverse volte. Prima di abbandonare la famiglia, la madre di Christia aveva picchiato a morte la figlia di soli tre anni.

Uno ad uno, nel corso degli anni, gli altri fratelli di Christia se ne erano andati – ammazzati, avvelenati o erano scappati per sopravvivere. Quando il padre ritornava a casa ubriaco e violente, Christia scappava per strada, dove rimaneva a volte tutta la notte, anche negli inverni più rigidi. Quando ritornava, entrava in una casa dove non c’erano riscaldamenti né acqua corrente e dove tutte le finestre erano rotte.

Le difficoltà erano lo stile di vita di Christia, e lei non si fidava più di nessuno. Gli altri bambini la prendevano in giro con vari soprannomi e lei rispondeva anche ai più amichevoli con un silenzio di pietra. Il suo giovane cuore era indurito dalla rabbia e dall’odio.

Christia fu condotta dalla mano di Dio alla Casa di Giosuè. Nei McCann ella vide per la prima volta cosa significava avere genitori amorevoli. Vedeva Jim rimboccare le coperte dei bambini a letto, parlargli gentilmente e offrire loro carezze e baci. E Christia riceveva lo stesso trattamento affettuoso. Una notte, mentre si infilava a letto, Christia disse ad alta voce: “Come vorrei avere un padre come Jim!”.

Man mano che le veniva mostrato l’amore di Dio – attraverso i nuovi “genitori” e i fratelli e le sorelle – il cuore di Christia iniziò ad ammorbidirsi. Poco a poco, ella diventò una bambina docile e remissiva che illuminava la stanza col suo sorriso. Una sera, Christia chiese a Gesù di essere “il padrone della sua vita”.
Oggi Christia accompagna i McCann quando vanno per strada a ministrare agli altri piccoli bambini perduti. Ora è un esempio vivente della potenza guaritrice dell’amore di Dio.

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